"Non è bene che l'uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile" ( cfr Gen 2,18 )
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domenica 7 febbraio 2021
martedì 13 ottobre 2020
domenica 27 settembre 2020
martedì 18 febbraio 2020
Marta Obregon Rodriguez
La ragazza spagnola Marta Obregon Rodriguez, appena ventiduenne, appartiene a quella folta schiera di ragazze cattoliche che non hanno esitato a testimoniare la loro fede difendendo la loro castità attentata dalle insidie di un qualche aggressore. Marta era la seconda di quattro figli, sua madre era membro dell’Opus Dei, ma lei entrò nel Cammino Neocatecumenale. Si fidanzò con Francisco Javier Hernando, militante del Circolo Cattolico. Per mantenere intatta la sua purezza, resistette ai tentativi di violenza messi in atto nei suoi confronti da Pedro Luis Gallego, un delinquente accusato di numerose violenze ed omicidi. La causa di beatificazione di Marta è stata introdotta dall’Arcidiocesi di Burgos ed ha ricevuto il Nulla Osta dalla Congregazione per le Cause dei Santi in data 28 aprile 2007.
giovedì 1 febbraio 2018
domenica 16 luglio 2017
Nata per diventare una stella
La vicenda "terribile e meravigliosa" di Carlotta Nobile: Il 16 luglio 2013 è “volata” in Dio Carlotta Nobile. Ho rivisto recentemente, e la segnalo, la trasmissione “Bel tempo si spera” dove...
domenica 25 giugno 2017
domenica 26 febbraio 2017
La Bellezza nel mondo
lunedì 6 febbraio 2017
Sant'Ignazio sorprendente
Risate con le lacrime e lacrime di dolore per l'esperienza delle carcerate, brividi con MUSICA NUDA e un po' di noia con Vito Mancuso, per riprendere fiato tra le gustose sollecitazioni. Merita.
mercoledì 18 gennaio 2017
Papa: la preghiera ci porta avanti nella speranza
Perseverare: "La pace spesso non c'è. Vivere è anche lottare per conservare la speranza. Soli con la speranza, quando tutto ciò che hai.
Aggrappati alla speranza
E guardandoli tutt'intorno con indignazione, rattristato per la durezza dei loro cuori, disse a quell'uomo: «Stendi la mano!». La stese e la sua mano fu risanata. (Dal Vangelo di oggi)
sabato 12 novembre 2016
La sofferenza degli innocenti. Questa sera su Rai Uno
Che senso ha il dolore? Non lo so. Il dolore rimane un mistero. Ma so che su quella croce Dio ci è salito per me.
Da Costanza Miriano
Da Costanza Miriano
domenica 30 ottobre 2016
Carlotta Nobili
In... visibile: Carlotta Nobili risponde con la vita alle parole : “Caro papa Francesco, il cancro mi ha guarita nell’anima” Era la domenica delle Palme del 2013. Papa Francesco parlava ai giovani ...
venerdì 28 ottobre 2016
domenica 16 ottobre 2016
Cristiada - Trailer italiano
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mercoledì 14 settembre 2016
martedì 9 agosto 2016
lunedì 25 aprile 2016
domenica 19 luglio 2015
Dagli scritti di san Francesco Saverio
1. Per prima cosa cercare una grande umiltà circa il predicare, attribuendo, per prima cosa e in maniera perfetta, tutto quanto a Dio.
2. In secondo luogo terrò il popolo davanti ai miei occhi, considerando come Dio abbia dato la devozione al popolo per udire la Sua parola, e proprio a motivo della devozione popolare, ha concesso a me la grazia per predicare e al popolo la devozione per ascoltarmi.
3. Impegnarsi nell'amare molto il popolo, considerando l'obbligo che gli devo perché, per sua intercessione, Dio mi ha dato la grazia di predicare.
4. Considerare inoltre come questo bene mi sia venuto grazie alle preghiere e ai meriti dei membri della Compagnia, che con molta carità, amore e umiltà, chiedono a Dio le grazie e i doni per quelli della Compagnia stessa, e ciò per maggior gloria di Dio e salvezza delle anime.
5. Pensate continuamente che mi devo umiliare molto perché quello che predico non è affatto mio, ma concesso liberalmente da Dio; e servirmi con amore e timore di tale grazia, come colui che ne deve rendete stretto conto a Dio nostro Signore, guardandomi dall'attribuire alcuna cosa a me stesso, eccetto le molte colpe, i peccati, la superbia, la negligenza e l'ingratitudine sia verso Dio come verso il popolo e i membri della Compagnia, per merito dei quali Dio mi ha concesso questa grazia.
6. Chiedere a Dio con grande insistenza che mi faccia sentire, dentro la mia anima, gli impedimenti che io metto da parte mia e a causa dei quali Egli tralascia di concedermi grazie maggiori e di servirsi di me per grandi cose.
7. Umiliarmi molto nell'intimo davanti a Dio, che vede i cuori degli uomini, e guardandomi in tutti i modi possibili dal dare scandalo al popolo nel predicare, nel conversare e nell'agire, umiliandomi assai davanti al popolo poiché come ho già detto prima voi gli dovete tanto.
8. Quello che soprattutto dovrete fare, meditando sui punti suddetti, è di notare con grande attenzione le cose che Dio nostro Signore vi fa sentire dentro la vostra anima, scrivendole in qualche libretto e imprimendole nella vostra anima, poiché in questo consiste il frutto. E di quello che il Signore vi comunicherà voi mediterete alcuni punti e da essi ne nasceranno altri di grande frutto. E meditando sulle cose che Dio vi comunicherà, esse andranno crescendo soltanto per la misericordia di Dio e voi farete molti progressi se persevererete in questo santo esercizio di umiltà e conoscenza interiore delle vostre colpe, perché in ciò consiste tutto il frutto. Per amore di Dio nostro Signore e per il molto che dovete a nostro Padre Ignazio e a tutta la Compagnia del nome di Gesti, vi prego una volta, un'altra, e tante altre volte quanto posso, di esercitarvi continuamente in questi esercizi di umiltà poiché, se farete il contrario, temo che vi perderete. Infatti saprete per esperienza che molti si sono perduti per mancanza di umiltà: guardatevi di non essere voi fra costoro.
9. Non dimenticatevi neanche per un momento che nell'inferno vi sono molti predicatori che ebbero maggiori doti di voi nel predicare, e che con le loro prediche ottennero più frutto di quanto voi fate, e per di più essi furono lo strumento affinché molti lasciassero di peccare. Ma quello che più fa meraviglia è che furono loro la causa strumentale grazie alla quale molti sono andati alla gloria, mentre loro stessi, i miseri, sono andati all'inferno, avendo attribuito a sé quello che era di Dio, gettandosi in mezzo al mondo, rallegrandosi di venire lodati da esso, crescendo in una vana opinione di sé e in una grande superbia, e per tale motivo si sono perduti.
Pertanto ognuno si preoccupi di questo, perché, se ben consideriamo, non abbiamo di che gloriarci al di fuori delle nostre malvagità, perché soltanto esse sono opere nostre. Infatti le buone opere Dio le fa per mostrare la Sua bontà e per la nostra confusione nel vedere che con strumenti tanto vili Egli si vuole manifestare agli altri.
10. Badate di non disprezzare i Fratelli della Compagnia, se vi sembra di fare più di loro e che loro non fanno nulla. Abbiate per certissimo che proprio per un riguardo ai Fratelli i quali servono in uffici bassi e umili e per i loro meriti, Dio vi fa più doni e vi dà la grazia per bene operare: di conseguenza voi siete più obbligati con loro di quanto essi non lo siano verso di voi. Questa conoscenza interiore vi avvantaggerà per non disprezzarli mai, ma anzi per amarli e per umiliarvi sempre.
2. In secondo luogo terrò il popolo davanti ai miei occhi, considerando come Dio abbia dato la devozione al popolo per udire la Sua parola, e proprio a motivo della devozione popolare, ha concesso a me la grazia per predicare e al popolo la devozione per ascoltarmi.
3. Impegnarsi nell'amare molto il popolo, considerando l'obbligo che gli devo perché, per sua intercessione, Dio mi ha dato la grazia di predicare.
4. Considerare inoltre come questo bene mi sia venuto grazie alle preghiere e ai meriti dei membri della Compagnia, che con molta carità, amore e umiltà, chiedono a Dio le grazie e i doni per quelli della Compagnia stessa, e ciò per maggior gloria di Dio e salvezza delle anime.
5. Pensate continuamente che mi devo umiliare molto perché quello che predico non è affatto mio, ma concesso liberalmente da Dio; e servirmi con amore e timore di tale grazia, come colui che ne deve rendete stretto conto a Dio nostro Signore, guardandomi dall'attribuire alcuna cosa a me stesso, eccetto le molte colpe, i peccati, la superbia, la negligenza e l'ingratitudine sia verso Dio come verso il popolo e i membri della Compagnia, per merito dei quali Dio mi ha concesso questa grazia.
6. Chiedere a Dio con grande insistenza che mi faccia sentire, dentro la mia anima, gli impedimenti che io metto da parte mia e a causa dei quali Egli tralascia di concedermi grazie maggiori e di servirsi di me per grandi cose.
7. Umiliarmi molto nell'intimo davanti a Dio, che vede i cuori degli uomini, e guardandomi in tutti i modi possibili dal dare scandalo al popolo nel predicare, nel conversare e nell'agire, umiliandomi assai davanti al popolo poiché come ho già detto prima voi gli dovete tanto.
8. Quello che soprattutto dovrete fare, meditando sui punti suddetti, è di notare con grande attenzione le cose che Dio nostro Signore vi fa sentire dentro la vostra anima, scrivendole in qualche libretto e imprimendole nella vostra anima, poiché in questo consiste il frutto. E di quello che il Signore vi comunicherà voi mediterete alcuni punti e da essi ne nasceranno altri di grande frutto. E meditando sulle cose che Dio vi comunicherà, esse andranno crescendo soltanto per la misericordia di Dio e voi farete molti progressi se persevererete in questo santo esercizio di umiltà e conoscenza interiore delle vostre colpe, perché in ciò consiste tutto il frutto. Per amore di Dio nostro Signore e per il molto che dovete a nostro Padre Ignazio e a tutta la Compagnia del nome di Gesti, vi prego una volta, un'altra, e tante altre volte quanto posso, di esercitarvi continuamente in questi esercizi di umiltà poiché, se farete il contrario, temo che vi perderete. Infatti saprete per esperienza che molti si sono perduti per mancanza di umiltà: guardatevi di non essere voi fra costoro.
9. Non dimenticatevi neanche per un momento che nell'inferno vi sono molti predicatori che ebbero maggiori doti di voi nel predicare, e che con le loro prediche ottennero più frutto di quanto voi fate, e per di più essi furono lo strumento affinché molti lasciassero di peccare. Ma quello che più fa meraviglia è che furono loro la causa strumentale grazie alla quale molti sono andati alla gloria, mentre loro stessi, i miseri, sono andati all'inferno, avendo attribuito a sé quello che era di Dio, gettandosi in mezzo al mondo, rallegrandosi di venire lodati da esso, crescendo in una vana opinione di sé e in una grande superbia, e per tale motivo si sono perduti.
Pertanto ognuno si preoccupi di questo, perché, se ben consideriamo, non abbiamo di che gloriarci al di fuori delle nostre malvagità, perché soltanto esse sono opere nostre. Infatti le buone opere Dio le fa per mostrare la Sua bontà e per la nostra confusione nel vedere che con strumenti tanto vili Egli si vuole manifestare agli altri.
10. Badate di non disprezzare i Fratelli della Compagnia, se vi sembra di fare più di loro e che loro non fanno nulla. Abbiate per certissimo che proprio per un riguardo ai Fratelli i quali servono in uffici bassi e umili e per i loro meriti, Dio vi fa più doni e vi dà la grazia per bene operare: di conseguenza voi siete più obbligati con loro di quanto essi non lo siano verso di voi. Questa conoscenza interiore vi avvantaggerà per non disprezzarli mai, ma anzi per amarli e per umiliarvi sempre.
lunedì 6 aprile 2015
martedì 17 marzo 2015
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