domenica 19 luglio 2015

XVI Domenica del Tempo Ordinario - Anno B

Meditazione del giorno 
San Gregorio Nisseno (ca 335-395), monaco e vescovo 
Omelie sul Cantico dei cantici; PG 44, 801
« Si commosse per loro, perché erano come pecore senza pastore »
    “Dove vai a pascolare il gregge”, o buon pastore che porti tutte le tue pecore sulle spalle? Il genere umano infatti è una pecora unica che ti sei presa sulle spalle. Mostrami il luogo del tuo pascolo, fammi conoscere le acque tranquille, guidami ai pascoli erbosi, chiamami per nome, affinché io ascolti la tua voce, io che sono la tua pecora, e la tua voce sia per me la vita eterna.
     
    Sì, “dimmelo, o amore dell’anima mia”. Con quel nome io ti chiamo, perché il tuo Nome è al di sopra di ogni altro nome, inesprimibile e inaccessibile a qualunque creatura dotata di ragione. Questo nome, testimone dei miei sentimenti per te, esprime la tua bontà. Come non amarti, tu che mi hai amata quand’ero tutta nera, fino al punto di dare la tua vita per le pecore di cui sei il pastore? Non è possibile immaginare amore più grande di questo: aver dato la tua vita per la mia salvezza.

    Insegnami dunque “dove vai a pascolare il gregge”, ch’io possa trovare il pascolo della salvezza, saziami del cibo celeste di cui ogni essere umano deve nutrirsi se vuole entrare nella vita, correre verso di te che sei la fonte e bere a grandi  sorsi l’acqua divina che hai fatto sgorgare per quanti hanno sete. Quest’acqua discende dal tuo fianco squarciato dalla lancia e chiunque ne beve diventa sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna.